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Pyrgi
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mwdgPyrgi è il nome greco (Πύργοι) di una città portuale abitata dagli mwdwEtruschi alle pendici dei mweaMonti della Tolfa, nell'odierna frazione di mweqSanta Severa del comune di mwegSanta Marinella. Il nome etrusco dell'abitato non è conosciuto. Nel 2016 l'antiquarium e l'area archeologica hanno fatto registrare 4100 visitatoricite-ref-1[1].
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Gli scavi archeologici hanno dimostrato l'esistenza nel sito di un villaggio protostorico, testimoniato dal ritrovamento di ceramiche dell'mwigetà del bronzo.cite-ref-2[2]
La fondazione dell'insediamento è stata attribuita ai mwkaPelasgi e risale alla fine del mwkqVII secolo a.C..cite-ref-3[3] Il collegamento tra la grande città etrusca di mwlgCaere e la costa era assicurato dalla strada Caere-Pyrgi, un'imponente opera di ingegneria, larga 10 m e lunga 12 km, paragonabile a quella tra mwlwAtene e il mwmaPireo.cite-ref-4[4]
Caere aveva tre importanti porti: mwngPunicum (Santa Marinella), mwnwPyrgi e mwoaAlsium. Lo sviluppo di Pyrgi era strettamente legato alla sua posizione favorevole lungo le rotte marittime tirreniche, e divenne il porto principale di Caere e ne ospitava la flotta navale. L'abbondanza di oggetti importati nei depositi votivi evidenzia il ruolo di Pyrgi come porta sul mare sotto il controllo di Caere e la sua apertura ai contatti internazionali con la frequentazione dell'area da parte di mercanti stranieri.
La città fu razziata da mwogDionisio I di Siracusa nel mwow384 a.C. che, sbarcando le sue truppe nella notte, saccheggiò il tempio, da cui si dice abbia portato via l'enorme somma di 1000 talenti in oro e argento.
Pyrgi divenne mwpqcolonia romana nel mwpg264 a.C.. Pyrgi è menzionata nellmwpw'mwqamwqqItinerarium Maritimum, tra i porti e gli approdi del tragitto marittimo che da mwqgRoma conduceva in mwqwProvenza.cite-ref-5[5]
Il luogo sacro continuò a esistere fino al mwsqII secolo a.C.. Nel periodo imperiale romano, Pyrgi fu trasformata in un villaggio di pescatori e in seguito furono costruite numerose ville estive.
Della cittadina romana restano tracce maestose del circuito murario in mwswopera poligonale, nel quale si aprivano alcune porte, oltre a molteplici reperti e iscrizioni in mwtalingua latina conservati nel mwtqCastello di Santa Severa e nel borgo medievale che lo circonda. La città è citata da mwtgVirgilio nell'mwtwEneide fra le popolazioni che andarono in aiuto di mwuaEnea.cite-ref-6[6]
Sito archeologico
Nel mwww1957 gli scavi guidati da mwxaMassimo Pallottino portarono alla luce un'estesa area sacra con un tempio in mwxqordine tuscanico a tre celle (tempio A) datato al 470-460 a.C., e un tempio più antico (tempio B), periptero e a cella unica della fine del mwxgVI secolo a.C.; contestualmente si rinvennero abbondanti frammenti di terrecotte architettoniche tra le quali un altorilievo che rappresenta una mwxwgigantomachia, pertinente al tempio più recente. Allo stesso tempio A è stato riferito lo mwyasplendido altorilievo fittile policromo oggi ricostruito al mwyqMuseo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma, con raffigurazione di un episodio relativo al mito greco dei mwygSette contro Tebe.
Tutto il santuario, posto al termine della strada che da Caere conduceva al porto di Pyrgi, era dedicato alla dea etrusca mwzaUni (equivalente alla mwzqGiunone romana), assimilata alla Grande Madre fenicia mwzgAstarte per la presenza abbondante di mercanti mwzwfenici nell'abitato. Il santuario della città godeva così di una fama sovraregionale.
Nel mwaq1964 nei pressi del tempio B (area C) si rinvennero le mwaglamine di Pyrgi, tre lamine d'oro con iscrizioni in mwawlingua etrusca e in mwbafenicio, anch'esse oggi al Museo di Villa Giulia, che testimoniano una dedica sacra in onore della dea mwbqUni da parte del re di Caere mwbgThefarie Velianas attorno al 500 a.C.
Il santuario
Il tempio A e B
Dell'insediamento etrusco sono rimaste solo alcune fondamenta di case, mentre la colonia romana a pianta rettangolare si trova in parte sotto il forte medievale di Santa Severa. Particolarmente suggestivo è il santuario scavato, composto da due templi (A e B), un recinto (C) e un complesso edilizio con diverse piccole camere. Il tempio B, quello più antico, risale alla fine del mwfqVI secolo a.C. Costituisce il primo passo verso il modellamento monumentale dell'area e fu costruito nello stile di un mwfgperiptero, probabilmente secondo il modello greco. Il tempio era suddiviso in una mwfwcella con mwgapronao e un portico circonferenziale. Il secondo tempio, il tempio A, fu costruito intorno al mwgq470 a.C. sempre su iniziativa della città di Caere per riaffermare il proprio dominio dopo essere stata sconfitta dai Siracusani a mwggCuma nel mwgw474 a.C.. Era dedicata a mwhaThesan, dea etrusca dell'alba, assimilata alla greca mwhqLeucotea, dea del mare e dei marinai. Aveva una pianta etrusca con cella e alae sul retro, tre file di colonne sul davanti. Entrambi i templi erano paralleli tra loro e rivolti verso il mare, cioè verso sud-ovest. Tra di essi si trovava il recinto (C), che può essere datato allo stesso periodo del tempio (B). Poiché gli edifici precedenti erano in legno e tufo, sono sopravvissute solo le fondamenta e parti della decorazione. I tetti erano riccamente decorati con mwhgantefisse e altre terrecotte. Particolarmente degni di nota sono i mwhwframmenti che raffigura una scena del ciclo della saga dei mwiaSette contro Tebe del Tempio A.
Il sacello Beta
Un secondo santuario è stato scoperto nel mwkq1983 a sud di quello monumentale. È caratterizzato dall'assenza di grandi edifici religiosi, ma da diversi tipi di altari e cappelle senza una pianta complessiva e utilizzando tecniche costruttive e materiali simili alle case locali. La disposizione e i reperti suggeriscono la pratica di culti misterici e demetrici, di cui è l'esempio più antico ed elaborato in Etruria.
La struttura più antica, il sacello "Beta" (530-520 a.C.), ha un tetto ornato da acroteri con busti di mwkwAcheloo, divinità fluviale con testa umana e corna di toro, orecchie e corpo, e antefisse con testa femminile forse rappresentanti le mwlaNinfe. Depositi votivi di vasi greci con iscrizioni etrusche attestano la loro dedizione al culto della coppia divina mwlqCavatha (assimilata alla dea greca mwlgPersefone) e mwlwSuri (identificabile con una sorta di mwmaApollo degli inferi).cite-ref-7[7]
In seguito al saccheggio dionisiaco, il santuario meridionale fu abbandonato e ritualmente sigillato e l'attività si spostò nel settore settentrionale, con la creazione di una nuova piazza, alle cui estremità si trovano l'edificio quadrangolare Alpha (a) e l'edicola Pi (p), originariamente ornata da statue votive.
Note
cite-note-11. ↑ mwpamwpqmwpgDati visitatori 2016 (mwpwmwqaPDF), su mwqqbeniculturali.it. mwqgURL consultato il 17 gennaio 2017.
cite-note-22. ↑ mwrgClarissa Belardelli (a cura di), mwrwRepertorio dei siti protostorici del Lazio. Province di Roma, Viterbo e Frosinone, Borgo San Lorenzo (FI), All'Insegna del Giglio, 2007, p.mwsa 48.
cite-note-44. ↑ Laura Maria Michetti, mwugLa via Caere-Pyrgi all’epoca di Thefarie Velianas. Il santuario di Montetosto, mwuwin Le lamine d’oro a cinquant’anni dalla scoperta. Dati archeologici su Pyrgi nell’epoca di Thefarie Velianas e rapporti con altre realtà del Mediterraneo. Atti della Giornata di Studio (Roma 2015), «Scienze dell’Antichità», 21, 2, Roma, Quasar, 151-170.
cite-note-55. ↑ mwvwmwwamwwqItinerarium Maritimum su Romaeterna, su mwwgromaeterna.org.
cite-note-77. ↑ Laura Maria Michetti, Scavi di Pyrgi, Archeo 443, 2022, p. 32.
Bibliografia
• citerefei-pyrgiGiovanni Colonna, PYRGI, in Enciclopedia Italiana, V Appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1994. URL consultato il 10 febbraio 2015.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mw2gmw2wAntiquarium e scavi di Pyrgi | Santa Severa (Santa Marinella), su mw3ascoprendoroma.info